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Sala del presepe
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Cappella Palatina
Per accedere agli appartamenti
delle "Reali Maestà", si giunge perccorrendo
la lunga galleria, arrivati al centro del vestimbolo mediano,
a destra di chi percorre la galleria, è la grande scala
reale ricca di marmi, tutti provenienti dalle cave del Regno,
con i gradini di marmo rose della Lumachella di Trapani.
    
La parete di fronte alla prima rampa è decorata da tre statue in stucco, mai finite in
marmo; al centro, è la Maestà del re Carlo seduto sul leone, di Tommaso Solari, di
fianco, a sinistra, "Il Merito" di Andrea Vitaloni e a destra "La Verità" di Gaetano Salomone.
All'altezza della prima parte
dello scalone, vi sono due leoni, in marmo di Carrara, scolpiti
da Paolo Persico e Tommaso Solari. La grande volta che ricopre
la scal fu realizzata da Girolamo Starace, e raffigura la Reggia
di Apollo con le Muse.
Arrivati al Vestimbolo superiore
si può accedre alla Cappella Palatina ed agli appartamenti reali.
alla ricca monumentalità del
Vestimbolo si accede alla sobria eleganza delle partiture decorative
vanvitelliane dei primi due Saloni, denominati:
Sala degli
Alabardieri e Sala delle Guardie del Corpo
Le due sale
in origine ospitavano le "Guardie" addette alla sicurezza
del Re ed erano l'ingresso agli appartamenti privati. La volta
della prima sala è decorata da affresco di Domenico Mondo
con il "trionfo delle armi borboniche sostenute dalle Virtù
sotto le quali giace il Vizio oppresso" (a sinistra)
L'arredo
attuale della sala è costituito da consolles e sgabelli
in legno intagliato bianco e dorato, realizzati nella seconda
metà del settecento, ad opera di artigiani napoletano,
i grandi lamapari sono in bronzo doato e vretro.
Il secondo salone
d'accoglienza è la
Sala delle Guardie del Corpo
Fu realizzata secondo il progetto dell'architetto Luigi Vanvitelli
come un lungo salone sobriamente decorato di stucchi riproducenti
eventi classici. Nella Sala è anche uno splendido camino
in marmo di Carrara, scolpito da Carlo Beccali. Tra le consolles
esposte vi sono gli sgabbelli francesi portati da Murat a Caserta
durante il decennio francese.
In successino si trova la sala
"dè non titolati", comunemente denominata Sala
di Alessandro. Nella volta è l'affresco del pittore
siciliano Mariano Rossi, che raffigura il "matrimonio di
Alessandro e Rossana"
Proseguendo a destra, il lungo corridoio porta sino agli appartamento ottocenteschi, che inizia con la "Sala di
Marte", così chiamata per gli episodi tratti dall'Iliade di Omero plasmati
nei grandi pannelli in scagliola con Venere ferita da Diomede
che prega Marte di vendicarla. La sala fu progettata dall'architetto
Antonio De Simone nel 1807. Le decorazioni iniziarono
nel 1812 e finirono tre anni dopo, da questo si deduce che
i lavori di costruzione della Reggia proseguirono anche
durante il decennio francese.
  
Proseguendo il percoso si accede
al grande salone della "Sala del Trono",
decorato intono al 1839 sotto la direzione dell'Architetto Gaetano
Genovese. I lavori inziarono nel 1844, terminado un anno dopo.Tutto
intorno all'architrave corre un fregio con 46 tratti dei Re di
Napoli da Ruggiero il Normanno a Ferdinando II. nel centro della
volta è un affresco on la "posa della prima pietra",
dove Carlo III con la Regina Maria Amalia, ed il ministro Bernardo
Tanucci e Luigi Vanvitelli, con il mano il disegno della pianta.
La Sala fu inagurata da Ferdinando II in occasione del settimo
Congresso Internazionale delle Scienze, che si tenne nel 1845.
Attarversando la Sala
del Consiglio si entra nell'appartamento privato del
re, proseguendo, si susseguono la Sala di Compagnia, con affreschi
di Franz Hill, e di Francesco Torr xhe raffigurano " Carlo
di Borbone" e la "Regina Maria Teresa d'Austria".
La Camera da letto di Francesco II e Maria Sofia di Baviera, sono
arredate in stile impero di legno mogano; la stanza del bagno,
realizzata intorno al 1825, con la vasca in granito rosso con
protomi leonine.
Dalla camera da letto di Francesco II si accede al
cosiddetto "appartamento Murattiano".
Gli arredi furono portati dalla Francia per ammobiliare la Reggia
di Portici. Dopo l'istituzione della facoltà di Agraria
nella Reggia di Portici, tutti gli arredi furono portati a Caserta
insieme ai ritratti dei dominatori francesi.
La camera da letto di
Murat, vi sono le Sale di Pio IX, arredate
nel 1848 per ospitrare il pontefice, arredata con un ritratto
del pittore De Vivo.
A sinistra della Sala di Alessandro si apre l'ingresso all'appartamento Vecchio o appartamento
settecentesco, quattro stanze dedicate alle quattro stagioni.
In origine le prime tre sale furono desitnate alle udienze del
Re, mentre l'ultima stanze è la "camera dove si spogliava
e vestiva SM il Re"
L'Appartamento
del re, è diviso in una prima stanza detto "Studiolo",
con mobili in violacco, bronzo dorato e piani di agata orientale
con un comò due secretorie un celindo (scrivania a cilindro)
ed altri mobili, furono acquistati nei primi anni del 1790. La
sala successiva è la Stanza del Consiglio,
le cui pareti sono coperte con carta stampata, i mobili sono in
stile Luigi XVI. Segue la stanza da letto di Ferdinando
II, dove vì morì di una malattia contagiosa
il 22 maggio 1859; si tramanda che l'arredo originario fu bruciato
ad evitare il pericolo di contagio sostituito con l'attuale letto,
in legno i mogano con comodini Impero.
La biblioteca Palatina,
preceduta da due anticamere dedicate alla lettura, sono dedicate
tre sale dell'Appartamento Reale. I libri sono circa diecimila
e trattano di lettura, scienze ed arti, in edizioni stampate sino
alla metà dell'ottocento. La prima sala è arredata
con grandi armadi di legno mogano a massa, nella seconda viene
invece utilizzato il legno in noce.
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