Reggia di Caserta - Royal Palace Caserta, storia, il parco, appartamenti reali
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La Famiglia Borbone di Napoli

La famiglia Borbone di Napoli, i Borbone della Real Casa delle Due Sicilie, fu fondata da Carlo III nel 1734, che nel 1759 diventò Re di Spagna lasciando il trono al figlio Ferdinando IV, con il nome di Ferdinando I dopo l'unificazione dei regni di Napoli e di Sicilia. I borbone regnarono fino al 1825, anno di unificazione dell'Italia a seguito di dure battaglie con i garibaldini.

I re che si susseguirono furono:

 

Carlo di Borbone

Carlo di BorboneCarlo di Borbone in effetti riprese il Regno di Napoli dopo che nel 1707 questo fu perso dal padre Filippo V e governato per 27 anni dagli Asburgo d'Austria. Con il nuovo Re lo Stato diviene da vicereamo a Regno indipendente e svorano, pur mantenendo - specie negli anni iniziali - forti legami con la corte di Madrid, quella che allora si affermò fu un'entità politica indipendente che, come tale, fu riconosciuta dal trattato di pace di Vienna del 1738.

La riconquista del Regno avvenne nel gennaio 1734 quando Carlo inizia la sua marcia verso Napoli. Da Monterotondo lancia ai napoletani un proclama di Filippo V, che dava ragione dell'impresa: il 10 maggio entrava in Napoli. Cinque giorni dopo giungeva da Madrid l'atto di Filippo V con cui cedeva al figlio tutti i diritti regali sul conquistato Regno. Sconfisse definitivamente gli austriaci a Bitonto, conquistò la Sicilia e il 2 gennaio 1735 assunse il titolo di Re senza numerazione specifica: in luglio fu incoronato a Palermo Re di Sicilia e il 12 fu di ritorno a Napoli

La fine della Guerra di Successione Polacca nel 1738 comportò suo malgrado la conquista dei Ducati farnesiani e della Toscana da parte asburgica (il Granducato passò definitivamente agli Asburgo-Lorena), mentre il Ducato di Parma e Piacenza sarà affidato, con la Pace di Aquisgrana nel 1748, al fratello minore di Carlo, Filippo, che da' inizio alla Casa Borbone-Parma.

A Napoli, Carlo governa mediante un Consiglio di Stato composto da ministri voluti dai genitori, e quindi influenzati da Madrid.

Nel 1742 inviò un corpo d'esercito in Lombardia in aiuto dei franco-spagnoli (tutti i rami di Casa Borbone erano alleati); accadde però che una flotta inglese apparve nel Golfo di Napoli e minacciò di bombardare la città; Carlo decise allora di ritirare il corpo, suscitando le ire di Parigi e Madrid. Ma seppe ben riscattarsi nel 1744, quando sconfisse pienamente un esercito austriaco a Velletri, ponendo così fine per sempre alle pretese asburgiche su Napoli, e di fatto riuscendo a svincolarsi dalla tutela di Madrid. Con questa vittoria, Carlo inizia ad essere veramente il Re di Napoli, e il Regno diventa indipendente a tutti gli effetti.

Dopo cinque figlie femmine, Maria Amalia diede a Carlo il primo maschio, purtroppo incapace mentale; ma poi vennero altri quattro maschi (Carlo Antonio, Ferdinando, Gabriele e Francesco Saverio), e in tal maniera la successione era assicurata.

Il problema però era che minacce di carattere "dinastico" gravavano sul Regno. Infatti Carlo era destinato a succedere al fratellastro Ferdinando VI sul Trono di Spagna, in quanto questi era senza eredi maschi, e le grandi potenze, con la Lega di Aranjuez e il Trattato di Vienna, avevano stabilito che il Regno passasse al Duca di Parma e Piacenza Filippo di Borbone, e i due Ducati rispettivamente all'Austria e ai Savoia. In pratica, Carlo rischiava, per salire al Trono di Madrid, di perdere il regno che si era conquistato.

Nel 1759 morì Ferdinando VI, gli successe sul Trono di Madrid con il nome di Carlo III, e, rinunziando alle Corone di Napoli e Sicilia (ciò era già previsto dalle norme ereditarie borboniche; Carlo avvalorò tale decisione promulgando la Prammatica del 6 ottobre 1759 con la quale egli, divenuto Re di Spagna, sanciva definitivamente l'irreversibile processo di divisione delle due Case Reali), le garantì al terzogenito maschio Ferdinando, di soli otto anni (il secondogenito Carlo Antonio lo seguì in Spagna come erede al Trono).

Possiamo sicuramente definire Carlo di Borbone un vero riformatore del nuovo Stato, avvio una serie di opere tra cui: il restauro della Reggia di Napoli e l'avvio della costruzione della splendida Reggia di Caserta, del Palazzo di Portici. del Teatro San Carlo, realizzato in 270 giorni, il Palazzo Reale e il bosco di Capodimonte, la strada della Marinella e del Chiatamone, il molo e il porto, la Piazza del Mercatello, il quartiere di Pizzofalcone, l'obelisco della Concezione al Gesù Nuovo, il quartiere di Cavalleria della Maddalena, il restauro dei porti di Salerno, Taranto e Molfetta, il porto di Girgenti, varie strade, ecc.

Ferdinando IV

Ferdinando IV di BorboneNato a Napoli il 12 gennaio 1751 dal Re Carlo di Borbone e da Maria Amalia Walburga di Sassonia, morirà sempre a Napoli il 4 gennaio 1825. Il suo è uno dei più lunghi regni della storia, se si considera la datazione a partire dal 1759 (66 anni di regno).
Dal principe di San Nicandro ricevette un'educazione mirata soprattutto alla cura della robustezza del corpo e di marca abbastanza popolare (i suoi tratti e il suo parlare in dialetto gli valsero il soprannome - nient'affatto dispregiativo - di "Re Lazzarone", fino alla maggiore età il regno fu amministrato dl Ministro Tanucci.

 

Nel 1768 sposò Maria Carolina d’Austria, figlia dell’Imperatrice del Sacro Romano Impero Maria Teresa d’Asburgo, giunta a Napoli appena sedicenne, acquistò subito un grande peso per le scelte politiche di Ferdinando, specie dopo la nascita di Francesco. Lo scontro con il Tanucci era inevitabile, ed inevitabile fu pertanto la progressiva rottura con Madrid, in cui la Regina riuscì a coinvolgere anche Ferdinando

Nel 1798 l'esercito di Napoleone invade lo Stato Pontificio, Ferdinando, consapevole che ormai ai napoleonici mancava solo il Regno di Napoli per completare la conquista d'Italia, decide di muovere guerra ai francesi, anche allo scopo di liberare Roma e permettere il ritorno del Pontefice nel proprio Stato. L'esercito borbonico, affidato al generale austriaco Mack, perse la battaglia contro i francesi che iniziarono a marciare su Napoli conquistandola il 22 gennaio 1799.
Nel frattempo, già dal 22 dicembre 1798 la Corte si era spostata a Palermo, e Ferdinando aveva lasciato Napoli in mano ad un consiglio di aristocratici e al Vicario regio Pignatelli. Instaurata a Napoli la Repubblica, i giacobini procedettero alla "repubblicanizzazione" delle provincie.

Ferdinando lancia un contrattaco che riconquista la città nel 1799, i giacobini rintanati dentro Castel Sant'Elmo vengono consegnati al generale Nelson.

Agli inizi del 1806 Napoleone riconquistava il Regno di Napoli e poneva sul Trono il fratello Giuseppe. Nel 1808 viene posto sul Trono di Napoli Gioacchino Murat, che vi rimarrà fino al 1815, anno della Restaurazione europea. Al Congresso di Vienna Ferdinando preferì stavolta assumere ufficialmente il titolo di "Re delle Due Sicilie" (divenne quindi "I" come numerazione).

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