Quadro
Storico: La storia della Reggia di Caserta
Il Regno delle Due Sicilie
Il Regno delle due Sicilie nasce dall'incontro dei Regni di Trinacria (Sicilia) e di Napoli, l'una sotto il dominio aragonese, l'altra dagli Angiò. Entrambi i regnati aspiravano ad intitolarli come "Regno di Sicilia", tanto che per un periodo di tempo si chiamarono "Regno di Sicilia al di qua del faro" e "Regno di Sicilia al di là del faro", in riferimento al faro di Messina. Il Congresso di Vienna, dopo un periodo di vicereamo distinto per Napoli e Palermo sotto il controllo unico degli Aragonesi, unificò lo stivale attribuendogli il nome di Regno delle Due Sicilie.
Dopo tanti anni di vicereame e poca considerazione da parte della Spagna il Regno si trovava in una difficile situazione politico-sociale, solo con l'arrivo e l'incoronazione di Carlo di Borbone, figlio dei regnanti di Spagna, si invertì la tendenza. Durante il regno di Carlo, si ebbe una forte crescita economica e svariate riforme sociali.
Dopo l'incoranazione di Carlo a Re di Spagna, il figlio Ferdinando IV salì al trono giovanissimo, affiancato da abili statisti: Carlo Cattaneo, Bernardo Tanucci e Gaetano Filangieri
Perchè Caserta.
L’interesse dei Borboni per Caserta (l'iniziativa fu lanciata da Carlo di Borbone) si colloca
in un più ampio progetto di riorganizzazione amministrativa
e militare del Regno delle Due Sicilie, infatti Caserta fu concepita
inizialmente come una vera e propria capitale, una città
della corte, dei ministeri, delle istituzioni di cultura e di
giustizia. La collocazione geografica delle città ebbe
anche una vitale importanza, che crebbe dopo le vicende dell’agosto
del 1742 quando la flotta inglese minacciò di bombardare
Napoli, al fine di ottenere dal Regno delle Due Sicilie la neutralità
nella guerra per la successione austriaca.
Il luogo prescelto fu un vasto territorio pianeggiante
e boscoso alle falde dei monti Tifatini, sulle terre dei Conti
di Caserta. La scelta dell’architetto cadde su Luigi Vanvitelli,
che lavorava a Roma per conto del papa Benedetto XIV. Gli studi,
i disegni le proposte e le discussioni andarono avanti per un
anno fino alla posa della prima pietra il 20 gennaio del 1752
La
cerimonia della posa della prima pietra, presenti il re la regina
Maria Amalia di Sassonia , i ministri e la corte al completo. L'opera
venne eseguita molto tempo dopo, nel 1845, dal pittore Gennaro
Maldarelli, sulla volta dell asala del trono. Le cronache raccontano
che nel quel 20 gennaio 1752 la giornata era soleggiata, ma fredda,
a causa di una gelata notturna e che la cerimonia riuscì
magnificamente. Dopo i festeggiamenti a Caserta, se ne organizzarono
altri a Napoli, per il carnevale; il Vanvitelli, però non
seguì la corte, perché impegnato a Caserta nell’organizzazione
di un cantiere che occupava, già all’inizio dei lavori,
più di 2.000 persone, divenute oltre 3.000 nel 1773, anno
della sua morte
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I lavori
ebbero
inizio il 7 ottobre 1759, quando Carlo salpò
per la Spagna per essere incoronato Re. Benché egli potesse
ricordare con nostalgia il piano della sua Reggia ed auspicare
che esso fosse portato a termine, le successive vicende interne
della Spagna e la loro implicazione con i conflitti europei non
gli consentivano di partecipare come prima al compimento dell’idea
casertana.
I lavori proseguirono
per circa venti anni sotto la direzione dello stesso Vanvitelli.
Nel Marzo del 1773, alla morte del grande architetto, la costruzione,
che copre una superficie di 44.000 mq, era in parte terminata,
anche se la città e la Reggia rimasero due grandi incompiute,
tanto da far scrivere nel 1762 a Vanvitelli: “La fabbrica fa un
bell’effetto, ma a che serve ? se ci fosse il Re Cattolico sarebbe
molto, ora non è niente”, e più tardi, nel 1767:
“La fabbrica di Caserta fa piangere, vederla così bella
e così disprezzata”
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